Zeitgeist: una società più consapevole

Zeitgeist: una società più consapevole

Fonte: www.pressenza.com

Davide Gaulli, è co-coordinatore nazionale del Movimento Zeitgeist Italia. Da quasi vent’anni sviluppatore/sistemista, particolarmente entusiasta dei sistemi open source collaborativi. Curioso e creativo fin dalla nascita, oltre all’informatica, appassionato di scienza, sport, natura e arte. Da anni attivo nell’approfondire, divulgare e realizzare alternative ad un sistema socio-economico obsoleto.

Gli ho fatto alcune domande sul suo Movimento e sulla situazione attuale.

Che cos’è il Movimento Zeitgeist e da quando esiste?

Il Movimento Zeitgeist (TZM) è un movimento culturale no profit internazionale, nato nel 2008 a seguito della diffusione online del docufilm Zeitgeist Addendum, che terminava invitando gli spettatori a unirsi e fondare appunto il movimento.

Ha come obiettivo un completo rimodellamento della società, e lo fa attraverso il superamento di concetti come la proprietà privata, i soldi, i partiti politici, attraverso il rifiuto del militarismo ed avviando una transizione verso un nuovo modello socio-economico basato su una gestione responsabile delle risorse, rispettosa delle leggi naturali di rigenerazione del pianeta, ciò che chiamiamo un’ “economia basata sulle risorse, nel rispetto delle leggi naturali” o NL/RBE. Il suo metodo decisionale si ispira a quello sperimentale del metodo scientifico per ottenere risultati che siano il più possibile condivisibili, affidabili e soprattutto verificabili.

Zeitgeist vuol dire spirito del tempo. Sicuramente tutti i tempi hanno uno spirito, cosa volete sottolineare con questo nome?

La domanda andrebbe probabilmente posta a Peter Joseph, il regista dei docufilm che hanno dato la luce al movimento. Tuttavia a mio avviso questo nome invita a rivolgere la nostra attenzione sugli obiettivi verso i quali ci dirige la nostra società, anche e forse soprattutto in maniera inconsapevole, e quali potrebbero essere invece in una società informata e consapevole. Uno degli obiettivi del movimento è proprio quello di elevare lo zeitgeist attuale, incentrato sull’avere più che sull’essere e quindi sull’apparenza, la competizione, il consumismo ed il successo personale portandolo gradualmente a valori come la collaborazione, l’equilibrio dinamico, il benessere condiviso.

I temi portanti da cui si è sviluppato il movimento sono ora della massima attualità: qual è stata l’influenza di Zeitgeist in altri movimenti?

Il Movimento Zeitgeist parte da un’analisi profondamente critica dei disvalori su cui si regge la nostra società, dei dogmi acquisiti passivamente e tramandati da generazioni.

Se ti riferisci a questa parte, e particolarmente a quella della critica al sistema socio-economico, sembra effettivamente che numerosi gruppi, associazioni e movimenti l’abbiano fatta loro e che siano stati indirettamente o direttamente influenzati dal nostro movimento (si veda ad esempio la vicinanza del movimento Occupy o la dichiarata influenza che il Free World Charter ha avuto da TZM). Non sono in molti però a concentrarsi sul come arrivare a superare questo sistema socio-economico e quando lo fanno, nella maggior parte dei casi lo fanno immaginando di applicare delle toppe al sistema vigente. Appare sempre più facile apportare delle modifiche a qualcosa di già esistente piuttosto che ricominciare da capo, ma la crisi sistemica in atto è quella che ci indica chiaramente l’urgenza e la necessità di guardare oltre e di pensare ad “un modello che renda obsoleto quello attuale”, come suggeriva Backminster Fuller.

Siamo però nel contempo coscienti di essere “come nani sulle spalle di giganti”: indubbiamente i fondamenti teorici del Movimento Zeitgeist attingono dai più grandi pensatori del passato. Grazie anche alle moderne tecnologie di comunicazione però, è stato possibile far circolare queste idee molto velocemente e arrivare a un numero enorme di persone (la trilogia dei docufilm Zeitgeist è stata vista da decine di milioni di persone in tutto il mondo e tradotta in numerose lingue, arrivando a diventare tra i fenomeni mediatici maggiori dei nostri tempi).

E spesso sono proprio queste persone a dirci che Zeitgeist li ha profondamente ispirati. Alcune di queste persone sono colonne portanti del movimento, altre invece hanno creato le loro realtà legate alla sostenibilità, ma in ogni caso possiamo asserire con certezza di aver contribuito a cambiare per sempre la vita di numerose persone, rendendole più consapevoli della realtà che le circonda.

Qual è la proposta concreta di azione per chi aderisce a Zeitgeist?

La meta finale è iniziare la transizione verso un’economia basata sulle risorse, nel rispetto delle leggi naturali che regolano pianeta. Nel capitolo italiano, come in tutti gli altri capitoli nazionali, si lavora ancora molto nel diffondere le idee del Movimento, ma non mancano progetti concreti di transizione, come quello che stiamo impostando per la costruzione di ecotecnologie con la più ampia condivisione, per mezzo dell’open source.

La diffusione delle tematiche a noi care avviene però ancora principalmente tramite conferenze ed eventi pubblici, incontri online, creazione e diffusione di video e materiale multimediale.

Tutti noi attivisti decidiamo di mettere a disposizione una parte del nostro tempo e delle nostre competenze per portare avanti queste attività.

Ma cerchiamo anche di sviluppare la conoscenza di nuove persone e o approfondire quella dei simpatizzanti con altri mezzi: questo ad esempio è il secondo anno che organizziamo uno ZeitCamp nel periodo estivo, ovvero delle vacanze tra attivisti e simpatizzanti, per superare le barriere digitali e conoscerci di persona, in un clima rilassato e conviviale. Quest’anno per esempio ci ritroveremo la seconda settimana di luglio in un agricampeggio in Calabria e come sempre è aperto a chiunque abbia voglia di conoscerci di persona o semplicemente di passare delle vacanze riflettendo insieme sui grandi temi del nostro tempo, ma dando la priorità allo svago e al benessere. (Per maggiori info: www.zeitgeistitalia.org/zeitcamp2019).

Il vostro motto include sostenibilità, nonviolenza e metodo scientifico: su quest’ultimo ci sono state molte polemiche negli ultimi tempi, voi come la pensate?

Sono contento di questa domanda, perché sono capitati spesso dei fraintendimenti sulla questione. Il metodo scientifico, citando Wikipedia, “..è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile.”

Il movimento ad esempio auspica l’adozione del metodo scientifico in sostituzione della democrazia rappresentativa: una sorta di processo decisionale razionale per raggiungere scopi che possano portare al più ampio benessere possibile, sulla base di conoscenze condivise e verificabili, piuttosto che perseguire arbitrariamente il benessere di un numero ristretto di persone, come succede attualmente.

È molto diverso da ciò che accade nella stragrande parte dei casi nello zeitgeist attuale. Purtroppo nella nostra attuale società il profitto ed il successo personale sono degli elementi cardine, e riescono ad influenzare pesantemente anche la scienza.

Per esempio ad inizio secolo i produttori di tabacco hanno influenzato o comprato una parte della comunità scientifica, e controllando i mezzi di informazione sono riusciti a far credere che fumare fosse addirittura salutare. Ci sono volute molte decadi prima che l’opinione pubblica comprendesse la reale pericolosità del tabacco.

Un esempio simile è quello dei combustibili fossili e del riscaldamento globale, ma ne potremmo fare tanti di questi tempi…

In una società dove si applica la collaborazione invece che la competizione, non esiste il denaro, i beni e servizi vengono garantiti grazie all’automazione, e soprattutto vengono condivisi e non posseduti, si eliminano alla base gli incentivi a distorcere i risultati della ricerca scientifica per secondi fini.

Secondo il vostro modo di vedere, che relazione dovrebbe instaurarsi tra gli esseri umani e tra l’essere umano e il resto degli esseri viventi?

Il nostro è un movimento privo di leader, poiché siamo convinti che l’unico modo per cambiare il mondo sia rendere ciascuno consapevole del fatto che non dobbiamo aspettarci che qualcun altro faccia le cose al posto nostro; in altre parole non dobbiamo delegare ad altri la responsabilità verso la nostra vita e quella degli altri esseri viventi, né tantomeno auspicare che qualcuno prenda le decisioni per noi o ci dica cosa fare. Poiché, in modo più o meno evidente, siamo tutti interconnessi la mia mancanza di senso di responsabilità verso me stesso e verso il prossimo si traduce infatti immancabilmente in uno stato di malessere individuale e non, in quanto va ad intaccare il benessere sia degli altri esseri umani che più in generale degli altri esseri viventi.

Siamo molto vicini alla filosofia dell’ecologia profonda dello scomparso filosofo norvegese, Arne Næss (per questo nei nostri eventi abbiamo avuto il piacere di ospitare varie volte il promotore italiano della stessa: Guido Dalla Casa) che contrappone alla visione antropocentrica dell’ecologia “di superficie” quella biocentrica di una ecologia profonda appunto, basata sulla consapevolezza del valore intrinseco delle altre specie, nonché di Madre Terra e dei sistemi che la regolano.

La nonviolenza, è un altro principio essenziale al quale ci ispiriamo, essa però non deve riguardare solamente il rapporto con gli altri esseri umani, ma con tutti gli altri esseri viventi, Terra compresa.

Alcune analisi dicono che siamo in un punto di crisi che, come tutte le crisi, può portare a un disastro o a una nuova nascita, voi come la vedete?

Ho quasi 37 anni, e da che io abbia memoria c’è sempre stata almeno una “crisi” in corso. Credo che in questi anni non sia in atto una sola crisi, ma molteplici. Quella ambientale, quella economica, quella delle coscienze, quella bellica, per citarne solo alcune. Quasi come a dire che la storia insegna solo a chi la vuole imparare, sono convinto che la crisi possa essere un’opportunità per spronare le persone a cambiare in meglio, se solo lo vogliamo e se lavoriamo affinché questo accada.

Scritto da Olivier Turquet

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