Unesco. Marilù Mastrogiovanni in giuria Premio Guillermo Cano

Unesco. Marilù Mastrogiovanni in giuria Premio Guillermo Cano

Fonte: www.ossigeno.info

E’ stata designata dal Direttore Generale dell’Unesco. Ne farà parte per 3 anni. Gli auguri di Ossigeno. La sua dichiarazione e il suo impegno

Ossigeno per l’Informazione fa i migliori auguri di buon lavoro alla giornalista Marilù Mastrogiovanni, che è entrata a fa parte della Giuria triennale del prestigioso Premio internazionale “Guillermo Cano World Press Freedom Prize” dell’UNESCO. E’ stata nominata dal Direttore Generale dell’Unesco Audrey Azoulay. Della Giuria fanno parte altri cinque giornalisti indipendenti di varie parti del mondo (Polonia, Honduras, Libano, Mali, Pakistan) scelti in considerazione dei loro meriti personali (leggi chi sono).

Il Premio viene assegnato dal 1997 a persone, organizzazioni non governative, istituzioni che hanno dato un contributo significativo alla difesa e alla promozione della libertà di stampa in qualsiasi parte del mondo, tenendo in maggior conto chi lo fatto affrontando pericoli.

Negli anni scorsi il Premio è stato assegnato a Anna Politkovskaya, altri giornalisti, avvocati, difensori dei diritti umani, ONG che si sono distinti per la loro attività. Marilù Mastrogiovanni, fondatrice e direttrice del notiziario online “Il Tacco d’Italia”, amica e collaboratrice di Ossigeno per l’Informazione, ha subito numerose minacce e abusi a causa delle sue inchieste esclusive sulle infiltrazioni mafiose nel tessuto politico ed economico della Puglia, la regione in cui vive. Ossigeno ha riferito le numerose intimidazioni di cui è stata vittima negli ultimi anni e per le quali le è stata assegnata una protezione delle forze dell’ordine.

Leggi sul sito dell’UNESCO

Marilù ha così commentato la nomina

Sono l’unica italiana nella Giuria del Premio Guillermo Cano. Prima di me, circa 10 anni fa, solo Giuliana Sgrena ha ricoperto lo stesso incarico. Ho accettato l’incarico con grande senso di responsabilità e con un attacco di panico non da poco, quando ho capito che non era uno scherzo. Il primo pensiero, in effetti, è stato proprio questo: forse hanno sbagliato indirizzo. Invece la lettera con tanto di protocollo e l’invito a nome della direttrice generale Azoulay era vera e mi ha inchiodato alla responsabilità che sono stata chiamata ad assumermi. Non ci ho creduto, lo ammetto, finché non ho visto il mio nome pubblicato sul sito dell’UNESCO.

Sono designata per questo importante incarico fino al al 2021, “in riconoscimento del profondo impegno per i principi della libertà di stampa, nonché del considerevole contributo dato a questi ideali“. Quest’invito mi commuove e mi onora. E mi dice che il lavoro che faccio, e il modo in cui lo faccio, hanno un valore per gli altri, per il bene comune. Ha un valore, almeno visto da fuori. Perché invece in Italia, il mio lavoro, il modo in cui lo faccio, spesso perde quel valore, a volte è oggetto di derisione e denigrazione. Anche per questo lo farò con maggiore pervicacia e lucidità.

Il compito dei membri della giuria del Premio Guillermo Cano World Press Freedom è anche quello di assistere l’Unesco su questioni etiche relative alla legislazione dei media e a tutto ciò che può compromettere la libertà di espressione nei paesi e nei Continenti d’origine.

Il livello della libertà di stampa nel nostro Paese è in calo: diminuiscono gli spazi di libertà, chiudono i giornali, anche a causa di azioni giudiziarie per infiltrazioni mafiose, mentre crescono le minacce e le intimidazioni.

Anche di questo mi occuperò e con tutte le mie forze porterò presso le rappresentanze mondiali la voce periferica dei giornalisti indipendenti. Rivolgerò la mia osservazione soprattutto verso le donne giornaliste, che fanno doppia fatica e ricevono doppie e specifiche minacce, proprio in quanto donne. Non c’è democrazia senza una libertà d’informazione reale e compiuta. Non c’è democrazia senza le donne.”


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