Una scuola non competitiva

Una scuola non competitiva

Fonte: www.comune-info.net

Primi giorni di scuola… Penso a noi genitori mentre accompagniamo i figli a scuola, oppure li lasciamo andare da soli perché stanno crescendo. Penso a noi insegnanti che entriamo in classe ancora e ancora, e dovremmo farlo come fosse sempre la prima volta. Penso ai ragazzi e ai bambini, ai loro sogni e alle loro aspettative, il desiderio è che quei sogni trovino una possibilità negli adulti che li accompagneranno. E, allora, quest’anno, spero ci sia davvero un posto per tutti, al di là del colore, della provenienza, della condizione sociale. È questa la grande sfida della scuola.

Mi auguro con tutto il cuore che ognuno di noi si adoperi affinché la competizione non sia al centro della formazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, perché, la competizione li renderà dipendenti gli uni dagli altri, in una corsa sfiancante al paragone, dal quale potranno uscire vittoriosi oppure no, difficilmente felici.

La speranza è quella che il valore dei ragazzi e delle ragazze, la storia individuale, ciò che ognuno di loro sa fare, trovi ascolto. Perché, lo sappiamo, tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica: ce la farai! Come la macchina ha bisogno di benzina per procedere, allo stesso modo, il cuore ha bisogno di sostegno, è lui che spinge la conoscenza.

E, così, quest’anno, ho un solo pensiero, non misurare mai il valore di un alunno o di un’alunna, paragonandolo a quello dell’altro, non farlo nemmeno come madre con le mie figlie. Se succederà, loro si perderanno e sarà molto probabile che penseranno di non valere nulla.

La vita, così come la scuola, non è una gara e, a volte, si scambia la felicità con la vittoria sugli altri.

La speranza è quella di camminare insieme, non contro, e valorizzare ciò che ci differenzia come una risorsa a cui attingere. Lo sforzo condiviso del percorso renderà tutto più bello, ne sono sicura. Tutto più semplice. E i nostri ragazzi e le nostre ragazze o i nostri bambini e bambine, avranno quella sensazione bellissima di avere un valore. Senza termini di paragone. Una sensazione che resterà dentro di loro per tutta la vita.

Scritto da Penny

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* Insegnante, scrittrice e madre di due ragazze adolescenti, tra le quali Ludovica, l’autrice del disegno. Questo il suo blog sosdonne.com. Nelle librerie il suo romanzo Il matrimonio di mia sorella. Questa la sua adesione alla campagna 2019 di sostegno di Comune Ricominciamo da tre:

Essere “Comune” vuol dire partecipare. E non si può non esserci, soprattutto, se si è donne in un mondo ancora troppo di parte. Non solo come scrittrice ma come maestra e come madre. Dare voce a chi voce non ne ha, alle ingiustizie, ai soprusi. Per me questo è essere “comune”. Condividere responsabilità, informazioni, azioni.

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