Sbilanciamoci: «Welfare e solidarietà, assi strategici per la ripartenza»

Sbilanciamoci: «Welfare e solidarietà, assi strategici per la ripartenza»

Fonte: www.romasette.it

Nella “contromanovra” di Sbilanciamoci, attenzione a disabilità, migranti, casa, pensioni, Piano nazionale per i senza dimora. 700 milioni per le carceri.

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«Il Covid-19 ha colpito un Paese che negli ultimi 20 anni ha tagliato le risorse per i Fondi sociali nazionali e ne ha prodotto la frammentazione, non ha ancora definito i Livelli essenziali di assistenza delle prestazioni sociali previsti dalla legge, ha disinvestito sul sistema dei servizi e delle infrastrutture territoriali, puntando sulla moltiplicazione delle erogazioni monetarie individuali – ricorda Sbilanciamoci -. Oggi più che mai è urgente cambiare strada».

Secondo il Rapporto, sono welfare e solidarietà gli «assi strategici per la ripartenza. Per migliorare il sistema dei servizi sociali chiediamo un piano di 20 mila assunzioni tra assistenti sociali e domiciliari, educatori e psicologi in 5 anni (104 milioni il costo sul 2021); un intervento deciso per rafforzare l’assistenza semi-residenziale leggera e domiciliare rivolta agli anziani (540 milioni per coprire un bacino di utenza di 15mila anziani); un Piano nazionale per i senza fissa dimora che porti in 5 anni ad almeno 20 mila nuovi posti di accoglienza notturna e 50 mila di accoglienza diurna (100 milioni sul 2021); la cancellazione dell’assegno di natalità, destinando i circa 340 milioni previsti nel DDL Bilancio 2021 al Fondo di solidarietà comunale per il miglioramento dei servizi in campo sociale e il potenziamento degli asili nido».

In materia di politiche per la disabilità, «chiediamo di stanziare oltre 800 milioni per incrementare le dotazioni del Fondo nazionale per la non autosufficienza, del Fondo nazionale per le politiche sociali, del Fondo nazionale per il “dopo di noi” e del Fondo per interventi legislativi in favore dei caregivers familiari, nonché per la creazione di un Fondo per la vita indipendente». In tema di sanità, «proponiamo di integrare con oltre 450 milioni le risorse per il potenziamento del personale sanitario e dell’assistenza territoriale e ospedaliera. Chiediamo poi che oltre 470 milioni vadano all’implementazione di un Piano di riduzione delle liste di attesa (ulteriormente allungatesi causa pandemia) e che 150 milioni siano destinati per garantire l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza. Infine, con l’incremento della tassazione sui prodotti da tabacco riscaldato – che godono di un significativo sconto fiscale rispetto alle normali sigarette – si potrebbe interamente coprire il costo del potenziamento della rete di assistenza domiciliare».

Sul fronte delle migrazioni e dell’asilo, «per far fronte alla carenza di personale medico-sanitario legata al Covid-19, chiediamo che sia fatta rispettare la normativa in deroga del decreto Cura Italia per l’assunzione di personale straniero, insieme alla chiusura delle ‘navi quarantena’ e alla garanzia dell’accesso dei cittadini stranieri a tutti i servizi sanitari ordinari e straordinari anti-Covid. Chiediamo inoltre la chiusura dei Centri di accoglienza sStraordinaria (Cas) entro la fine del 2021 e il contestuale impegno di risorse per un sistema di accoglienza unico, pubblico, diffuso sul territorio e gestito dai Comuni. E proponiamo infine di dotarci di una nuova legge sulla cittadinanza e di un nuovo Piano nazionale contro il razzismo».

A causa della pandemia molte famiglie non sono più in grado di sostenere le spese per la casa: «Con urgenza chiediamo un piano di incentivi per la riduzione dei canoni di locazione (1 miliardo), la proroga dell’esecuzione degli sfratti fino a giugno 2021 (200 milioni), l’incremento del Fondo per la morosità incolpevole e del Fondo sociale per gli affitti (600 milioni) – afferma Sbilanciamoci -. Il costo di tali misure può essere coperto introducendo una tassazione sugli immobili sfitti (400 milioni), misure di contrasto al canone nero (300 milioni), l’eliminazione della cedolare secca sul libero mercato (1,1 miliardi)». Sul fronte delle pensioni, Sbilanciamoci propone interventi senza oneri aggiuntivi per le casse statali, volti da un lato al rafforzamento delle prestazioni previdenziali dei lavoratori più deboli e all’offerta di una tutela ai giovani tramite la fissazione di una garanzia minima pensionistica, e dall’altro lato alla razionalizzazione dell’età di pensionamento.

Capitolo carceri: «Proponiamo di incrementare le misure alternative alla detenzione e realizzare interventi di edilizia sociale che facilitino il ricorso a tali misure da parte dei più svantaggiati, insieme a un aumento dell’organico degli operatori civili nei penitenziari. Il costo complessivo di queste proposte, 700 milioni, potrebbe essere interamente finanziato dalla legalizzazione della cannabis e la depenalizzazione delle condotte meno gravi relative alle altre droghe, con effetti positivi anche sul sovraffollamento delle carceri». Altro capitolo, quello della spesa militare italiana, che «non arresta la sua crescita neanche di fronte alla crisi sanitaria, economica e sociale causata dalla pandemia di Covid-19 – denuncia Sbilanciamoci -. L’aumento che si evince dal DDL Bilancio 2021 è rilevante, a partire dal bilancio del ministero della Difesa che registra una crescita di circa 1,6 miliardi, passando da 22,94 nel 2020 a 24,54 miliardi nel 2021. A questo si sommano gli stanziamenti di risorse in capo ad altri ministeri (principalmente il Mise e il Mef), che fanno lievitare a circa 28 miliardi (cifra stimata) la spesa militare complessiva del nostro Paese per il 2021. In particolare, sono almeno 6 i miliardi previsti per l’acquisto di nuovi armamenti: in un periodo in cui di tutto ci sarebbe bisogno tranne che di armi, questo è inaccettabile».

La proposta è quella di diminuire in modo netto le spese militari, con un risparmio di 5 miliardi sulla base di 4 misure: la riduzione del livello degli effettivi delle nostre forze armate a 150 mila unità (1 miliardo); il taglio degli stanziamenti diretti e dei finanziamenti pluriennali per l’acquisizione di nuovi sistemi d’arma (2,8 miliardi); lo stop all’acquisto dell’ultima tranche di cacciabombardieri F-35 (500 milioni); il ritiro delle nostre truppe dalle missioni militari all’estero con chiara proiezione armata in conflitti (700 milioni). «Una parte delle risorse così risparmiate – precisa Sbilanciamoci – potrebbe finanziare vere politiche di pace e cooperazione internazionale, con un potenziamento degli aiuti pubblici allo sviluppo (350 milioni) e delle attività di peacebuilding (20 milioni); con l’implementazione di una più larga sperimentazione dei Corpi civili di pace (100 milioni); con la riconversione a fini civili dell’industria a produzione militare (50 milioni) e di 20 servitù militari (40 milioni); con il reintegro dei fondi destinati alle Nazioni Unite (30 milioni) e uno stanziamento a favore della protezione dei Difensori/e dei diritti umani (8 milioni)». Per quanto riguarda infine il Servizio civile, Sbilanciamoci chiede stanziamenti aggiuntivi pari a 100 milioni, in modo tale da approssimare l’entità del contingente effettivo di giovani in servizio a un totale di 65 mila posti in Italia e 2 mila all’estero.

«La crisi che stiamo vivendo – si legge nel Rapporto di Sbilanciamoci – trova un argine essenziale nelle iniziative dell’economia sociale e solidale: le reti dell’associazionismo e del mutualismo si sono da subito attivate per assicurare ai più bisognosi spesa e farmaci, aiuti alimentari, assistenza sanitaria e sociale». Sbilanciamoci propone di sostenere i prodotti e servizi delle esperienze locali di Economia trasformativa, a partire dall’istituzione di un’Unità di valutazione dell’impatto economico, sociale e ambientale del commercio internazionale sul nostro Paese che indirizzi progetti pilota di re-internalizzazione di filiere strategiche. «Ciò può essere finanziato con l’introduzione di un Dazio sperimentale su beni provenienti da Paesi e/o prodotti da imprese non rispettose dei diritti umani. Chiediamo inoltre che 20 milioni vadano alla moltiplicazione dei ‘Condomini solidali’, iniziativa che ha permesso di connettere, grazie al supporto dei Gruppi di acquisto solidale, i piccoli e medi produttori locali colpiti dal lockdown alle famiglie in difficoltà, assicurando prezzi equi e azzerando gli sprechi. Auspichiamo poi uno stanziamento di 50 milioni a favore dell’agricoltura sostenuta dalle comunità, un modello di organizzazione territoriale alla pari tra aziende agricole e consumatori attraverso cui si decide insieme cosa produrre, sostenendo gli investimenti in una prospettiva agroecologica e di sovranità alimentare».

A questo si deve aggiungere l’introduzione dei Consigli metropolitani sul cibo (1 milione) che consentano di collegare gli attori che si occupano di terra e cibo nelle aree urbane (contadini, Gas, mercati locali, orti, enti locali); 25 milioni dovrebbero andare poi alla creazione in tutte le Regioni di Ecosol-Hub: strutture di servizio per il sostegno alle reti locali di Economia solidale nel mantenimento e creazione di occupazione durante la ripresa post-Covid. «Chiediamo infine di finanziare il Fondo per il commercio equo e solidale (1 milione) e di adottare un Piano strategico nazionale per la piccola distribuzione organizzata (10 milioni), che valorizzi le filiere corte nell’approvvigionamento collettivo grazie all’implementazione di almeno 100 progetti pilota». (Daniele Iacopini)

Di Redattore Sociale

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