Rendere visibile il cambiamento

Rendere visibile il cambiamento

Fonte: www.comune-info.net

Prende il via un lungo e articolato percorso per dar vita al primo Forum sociale mondiale delle economie trasformative. Si terrà a Barcellona nel 2020 e cercherà di dare risposte concrete a chi è alla ricerca di percorsi e progetti condivisi che possano, partendo dalla dimensione locale, provare a invertire la rotta intrapresa dai modelli economici dominanti. L’obiettivo è un’agenda globale, che definisca alcune delle azioni e degli scenari non teorici verso la costruzione di una società post-capitalista. Il percorso prevede un primo grande appuntamento internazionale nell’aprile prossimo ed è stato avviato da alcune reti internazionali che stanno lavorando e mettendo in connessione le esperienze e le pratiche di economia sociale e solidale già molto diffuse in ogni continente

I limiti di questo modello economico sono ormai sempre più percepiti all’interno delle nostre società. Le molteplici crisi permanenti e sovrapposte (finanziaria, economica, ecologica e di giustizia sociale) stanno aggredendo sempre più pesantemente la convivenza umana e i nostri stili di vita. Le contraddizioni interne del sistema sono evidenti nelle disuguaglianze e nei problemi sociali crescenti, così come iniziano ad esser percepiti gli effetti ambientali del cambiamento climatico sul pianeta, derivati dai modelli di consumo e produzione insostenibili.

Sono trascorsi quasi vent’anni dai primi movimenti di protesta globale iniziati a Seattle e poi visibili anche nei Forum Sociali Mondiali e, via via, in tante iniziative di mobilitazione e di disobbedienza dal basso che provano a riappropriarsi della propria esistenza. In tutto il mondo, forme di resistenza, sempre più diffuse e multiformi, provano a proporre a livello locale modelli alternativi di produzione, distribuzione, consumo e risparmio dove le persone, l’ambiente e le comunità sono rimesse al centro del processo di soddisfazione delle proprie necessità.

Tutto questo fermento ancora non è in grado di avviare un profondo processo di trasformazione della società, ma ha preso coscienza che “un altro mondo non solo è possibile ma è necessario e urgente”. Per questo, occorre mettersi alla ricerca di percorsi e progetti condivisi che possano, partendo dalla dimensione locale, provare a invertire la rotta intrapresa, definendo in maniera concreta gli scenari non teorici per l’approdo ad una società post-capitalista.

Non è dunque casuale che, come annunciato all’ultimo Forum sociale mondiale di Salvador de Bahia, alcune reti internazionali che stanno lavorando e mettendo in connessione le esperienze e le pratiche di economia sociale solidale diffuse in ogni continente, (Ripess Intercontinentale, Ripess Europe, la XES (rete catalana di economia solidale, REAS rete spagnola di economia sociale e solidale ), hanno promosso un percorso di confronto e riflessione che si concluderà con un Forum delle “Economie Trasformative” a Barcellona nel 2020.

Un processo di due anni per costruire un’agenda globale inclusiva capace di individuare alcune proposte da realizzare nei territori a partire dalle diverse forze presenti nella dimensione locale, capaci di dare risposte concrete alle questioni aperte. L’obiettivo di questo processo è favorire sempre più la confluenza, tra movimenti, pratiche, iniziative e modi di intendere l’economia, “che hanno come comune obiettivo, la trasformazione dell’attuale sistema economico”.  Per “economie trasformative”, si fa riferimento dunque a tutte quelle pratiche che in diverso modo si stanno contrapponendo ai modelli neoliberisti e stanno rifiutando i dogmi capitalistici della crescita economica e della finanziarizzazione dell’economia.

Tra queste obiezioni al modello di sviluppo troviamo: le economie sociali e solidali, le reti sulla sovranità alimentare e l’agrogeologia, le forme di economie partecipative e collaborative, le diverse realtà che fanno riferimento ai commons, le economie comunitarie e quelle femministe, i movimenti attenti alla prospettiva di genere e quello cooperativo, il commercio equo e le esperienze di mutualismo sociale, la finanza etica, l’imprenditorialità sociale di economia circolare, le economie del bene comune, quelle della decrescita ed altre reti e organizzazioni che, in diverso modo, stanno agendo in questa direzione. Anche alcune istituzioni nel campo della formazione e la ricerca (Università) hanno manifestato interesse a partecipare a questo percorso; è stato proposto anche un asse trasversale sulle politiche pubbliche trasformative, con una visione della co-costruzione partecipativa.

Alcuni di questi movimenti stanno provando ad avviare, nei propri territori, forme più o meno embrionali di raccordo e collaborazioni operative orientate alla costruzione modelli “ecosistemici” che fanno ben sperare, ma – come dimostrano la ricerca Susy e altri lavori di analisi – nella maggior parte di queste esperienze ancora prevalgono una forte frammentazione e, soprattutto, l’incapacità di perseguire visoni comuni di cambiamento.

Per assicurare la riuscita di questo impegnativo e ambizioso processo, è essenziale garantire una costruzione dal basso del Forum che rispecchi le proposte, le sfide e le opportunità di tutti e da tutti continenti. In questo senso, saranno istituiti diversi comitati per facilitare la partecipazione delle diverse reti, movimenti, ecc., definendo insieme i contenuti e garantendo una buona articolazione tra il locale e il globale. In Italia il movimento delle Rete italiana di Economia Solidale si sta attivando per raccordarsi con altre reti nazionali e seguire questo percorso.

Le tappe internazionali di questo percorso saranno due, la prima ad aprile del 2019 a Barcellona, dove si terrà un primo incontro di tre giorni tra i rappresentanti dei principali movimenti e delle reti sociali, con la presenza, tra gli altri, di studiosi e municipalità impegnate su questi temi. Questo incontro di lavoro servirà a promuovere e analizzare le attuali dinamiche e i processi di confluenza che stanno avvenendo a livello locale e internazionale. Sarà anche l’occasione per confrontarsi sull’esperienza del FSM del 2020.

La seconda tappa si svolgerà ancora a Barcellona, nella primavera del 2020, con il primo Forum Sociale delle economie trasformative.

Questo lungo percorso serve anche a prendere in considerazione i limiti mostrati dai precedenti Social Forum, per questo viene data una forte attenzione alla sua preparazione e ai risultati concreti che dovranno esser raggiunti. Il risultato finale dovrà produrre un’agenda globale, con impegni collettivi e accordi concreti a livello locale e internazionale, il frutto di ben due anni di confronto ed elaborazione. L’idea è insomma di non limitarsi a un evento “vetrina”, o a una conferenza di esperti senza continuità priva di impatti concreti, ma condividere una strategia d’azione comune da portare avanti nei territori dei paesi dove queste realtà stanno agendo.

La scelta di tenere questo forum a Barcellona non è certo casuale. In questa città e in altre municipalità della penisola iberica, si stanno sviluppando infatti vere e proprie sinergie tra questi movimenti e le istituzioni locali che mirano alla costruzione di nuovi modelli di convivenza urbana basati su paradigmi socio economici che mettono al centro il “ben vivere” delle comunità.

Occorre ripensare con nuovi sguardi il concetto di economia, riportandolo a una dimensione primaria, quella della soddisfazione delle necessità essenziali. L’agire economico è intimamente legato al nostro essere sociale, se non ci riappropriamo di questa dimensione, non saremo in grado di dare risposte alle domande di equità e giustizia sociale e ambientale che stanno diventano ogni giorno più urgenti ed essenziali a livello globale.

 

Articolo di Riccardo Troisi


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