PizzAut, la prima pizzeria gestita da ragazzi autistici: intervista

Fonte: www.lacucinaitaliana.it

di Carlotta Garancini

Pizzaut ha aperto in provincia di Milano ed è il primo esperimento del genere in Italia. Per una pizza buona in tutti i sensi. Ne abbiamo parlato con il fondatore Nico Acampora.

pizzaut

In città c’è una nuova pizzeria: si chiama PizzAut, sta a Cassina de’ Pecchi (Mi). Non è un semplice locale, ma un laboratorio di inclusione sociale e lavorativa per ragazzi autistici che qui, affiancati da educatori e professionisti, sono pizzaioli, cuochi e camerieri

PizzAut: un’idea “nata per gioco”

L’idea l’ha avuta, nel 2017, Nico Acampora, papà di un bambino autistico: “Vedendo mio figlio piccolo che gioca a preparare la pizza, soprattutto quando vengono amici a casa, ho pensato che la cucina poteva impegnare per davvero dei ragazzi autistici più grandi”. Nico lancia l’appello per far nascere il progetto e trova l’appoggio di tanti genitori di ragazzi affetti da autismo della provincia di Monza e Milano, oltre che di aziende e donatori privati che sostengono economicamente l’iniziativa. I ragazzi iniziano i corsi di formazione, poi arrivano le prime serate in cui si mettono alla prova cucinando per diversi eventi.

Un food truck contro il Covid, poi l’inaugurazione della pizzeria

Il Covid a un certo punto ferma tutto, l’apertura della pizzeria prevista nel 2020 viene rimandata, ma non ci si dà per vinti e con un food truck si sfornano pizze itineranti: “E’ stato un modo per tenere i ragazzi in attività e non lasciarli in casa durante il lockdown”, ci spiega Nico. Finalmente però, il 1° maggio scorso – non a caso la festa dei lavoratori –  PizzAut viene ufficialmente inaugurata con la partecipazione della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberta Casellati, che aveva già assaggiato la pizza a Roma, e del vescovo ausiliare di Milano Luca Raimondi.

pizzaut, Nico Acampora

Da lontano sembra una pizzeria normale, ma da vicino…

La pizzeria come tutti gli altri ristoranti rispetta le regole del Dpcm: servizio a pranzo e a cena, ma all’aperto e secondo gli orari del coprifuoco. “Abbiamo uno spazio esterno che ci permette di apparecchiare ben distanziati 80-90 coperti – spiega Nico – Il 3 maggio, primo giorno di apertura, li abbiamo riempiti tutti.” Sì, perché non solo il progetto di PizzAut è buono, ma lo è anche la pizza: “Facciamo una pinsa romana con una lievitazione di 72 ore e un’idratazione del 70-80% così che risulti ad alta digeribilità e a basso indice glicemico. Abbiamo anche delle proposte senza glutine e serviamo un caffè speciale ottenuto da una miscela prodotta attraverso una filiera equa”.

PizzAut: gustare una pizza e mangiare consapevolezza

In tutto il progetto coinvolge nove ragazzi autistici, ma si spera di arrivare a 15 quando l’andamento della pandemia consentirà la ripresa dei corsi di formazione in presenza. PizzAut è il primo locale del genere in Italia, ma con 600mila persone affette da autismo solo nel nostro Paese, Nico Acampora si augura che il progetto si possa replicare e diffondere. “Se a un convegno per l’autismo ci sono 60 persone di cui 50 sanno già tutto su questo disturbo, qui i clienti entrano senza conoscere questo “spettro invisibile” ed escono con più consapevolezza. PizzAut non è solo un luogo dove si mangia, ma è un posto dove si cresce”.

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