Per salvare la banche i soldi ci sono sempre e subito, per salvare il pianeta no

Per salvare la banche i soldi ci sono sempre e subito, per salvare il pianeta no

Fonte: www.ilcambiamento.it

E’ scientificamente dimostrato che i soldi e la volontà politica per salvare il pianeta e dare una vita dignitosa a chiunque ci sarebbero, perché quando si vuole ci si mobilita immediatamente. Ma… c’è la volontà oggi di farlo?

E’ scientificamente dimostrato che i soldi e la volontà politica per salvare il pianeta e dare una vita dignitosa a chiunque ci sarebbero, perché quando si vuole ci si mobilita immediatamente.

Vi ricordate la famosa crisi economica del 2007 e degli anni successivi? «Tra il 2008 e il 2011 la Commissione europea ha approvato aiuti di Stato a favore delle banche per 4.500 miliardi di euro» si leggeva nel 2012 su Il Fatto Quotidiano.  

Negli Stati Uniti  si calcola che le banche furono supportate dal governo per 7.700 miliardi di dollari. In un batter d’occhio vennero stanziate montagne di soldi. E da chi vennero stanziati questi soldi? Dagli Stati ovviamente, quegli Stati di cui le banche e la famosa iniziativa privata dicono peste e corna e che vorrebbe vedere estinti. A loro avviso infatti gli Stati ostacolano la famosa e ridicola mano invisibile del mercato che, secondo le regole auree del capitalismo, deve essere lasciata libera di agire come vuole. La stessa mano invisibile che non fa che provocare disastri e ha portato il mondo al collasso economico e lo stesso sistema capitalista che quando ha problemi si rivolge al bancomat statale come una sanguisuga.  Si crede all’iniziativa privata, si vuole giocare alla finanza? Lo si faccia ma non si chieda un solo centesimo allo Stato, altrimenti che iniziativa privata e che capacità finanziaria è? Ma visto che normalmente chi governa gli Stati è stato messo lì per fare gli interessi di banche e dei grandi capitalisti, ogni volta che una banca ha il raffreddore, ecco pronto lo Stato che corre in soccorso.

Ma come mai non ci si chiede perché le banche hanno il raffreddore e si ammalano? Fanno manovre spericolate e speculano a tutto spiano, propongono investimenti a rischio ma spacciati per sicuri. E lo fanno con qualsiasi cliente, anche con chi ha poca conoscenza, si fida e si fa abbindolare, attratto da guadagni facili sulla pelle di chi o cosa, non importa.  Il tutto è strategicamente e minuziosamente programmato da gatti e volpi formati proprio per vendere porcheria finanziaria con l’unico obiettivo di aumentare i profitti. Ma è ovvio che operazioni di questo tipo comportano rischi, soprattutto se lo sport più praticato dalle banche non è certo investire in economia reale ma in finanza appunto. Senza tralasciare ovviamente gli investimenti in qualsiasi attività che dia guadagno: armi, chimica, nucleare, allevamenti intensivi, distruzione ambientale e così via.

Quindi le banche usano soldi per fare operazioni spericolate, investono su quello che può portare profitto, non importa quanto dannoso e quali conseguenze comporti e poi se hanno problemi dobbiamo salvarle noi con i nostri soldi? E tutto ciò accade di fronte alla peggiore crisi dell’umanità con un pianeta al collasso e l’ambiente in agonia. Per le banche i soldi ci sono sempre e subito, per l’ambiente e per salvare il pianeta no. Siamo al paradosso dei paradossi, si salvano le banche tradizionali che sono quelle che ci stanno portando alla catastrofe e le si salva per continuare a fargli fare quello che facevano prima, cioè rovinare la gente e distruggere il pianeta, complimenti, proprio un bell’affare!

Piuttosto che salvare banche, pensiamo a salvare il pianeta che senza di quello nemmeno le banche esisteranno più. E per il futuro, i propri soldi li si metta nella finanza etica e li si usi per costruire un mondo nuovo, così si rischierà meno di perderli e si smetterà di foraggiare gente senza scrupoli.

Scritto da Paolo Ermani

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