Integrazione e solidarietà nel cuore di Ballarò

Integrazione e solidarietà nel cuore di Ballarò

Fonte: www.italiachecambia.org

Vi portiamo a conoscere una rete attiva di associazioni del terzo settore che crea comunità e da anni si prende cura del quartiere Ballarò a Palermo. Ne abbiamo parlato con i responsabili di due realtà che operano in questa zona del capoluogo siciliano.

Ci troviamo nel quartiere Albergheria, a Palermo, uno dei cinque quartieri normanni, situato oltre il Kemonia, fiume che insieme al Papireto fu di importanza storica per la nascita della città. Il quartiere assunse questo nome perché vi vennero trasferiti da Federico II gli abitanti ribelli di Centorbi e Capizzi (Albergaria Centurbi et Capicii).

Cuore pulsante dell’Albergheria è oggi il mercato di Ballarò, nome con cui spesso viene definito l’intero quartiere. Tale termine probabilmente deriva da Bahlara, villaggio presso Monreale da dove provenivano le verdure, gli ortaggi e i venditori che lo frequentavano.

All’interno del quartiere, non lontano dal mercato, è attiva ormai da anni una rete di associazioni del terzo settore. Abbiamo intervistato due dei suoi protagonisti: Ernesto Paci, vice presidente di Per Esempio Onlus e Rosita Marchese, presidentessa di Kala Onlus.

Ernesto ci racconta come «dall’incontro di alcuni amici, giovani professionisti e dal desiderio di coniugare lavoro e voglia di generare cambiamento nel territorio» sia nata, nel 2011, prima un’associazione di volontariato e in seguito Per Esempio Onlus.

«L’obiettivo principale – continua Ernesto – è quello di avviare processi di empowerment di categorie svantaggiate. In particolare le attività dell’associazione si concentrano su alcuni campi: contrasto alla povertà educativa, contrasto alla violenza di genere e inclusione della popolazione di origine straniera». Grazie al supporto di fondazioni, bandi ministeriali e ad alcuni canali di finanziamento europei sono stati avviati diversi progetti che hanno permesso all’associazione di crescere negli anni.

Dopo l’avvio nel 2012 di un centro aggregativo nato nel quartiere Borgo Vecchio, con attività di doposcuola, laboratoriali e di sostegno alle famiglie, l’associazione si è trasferita a Ballarò dove ha iniziato la collaborazione con le altre realtà presenti nel territorio. Così sotto l’impulso di una rete informale formata da associazioni, cooperative sociali, parrocchie, scuole, università, piccoli commercianti e da diversi anni impegnata nel processo di rigenerazione del quartiere, nasce “C.A.S.A. a Ballarò – Comunità Attiva e Scuola Aperta a Ballarò”.

Obiettivo specifico di questo progetto è aumentare i livelli di benessere e le opportunità di crescita educativa per i minori del quartiere, in fascia di età 5-14 anni, che vivono in situazioni di fragilità sociale, culturale ed economica. C.A.S.A. a Ballarò si muove intorno a quattro assi principali: scuola, terzo settore, famiglia, quartiere. Ognuno di questi assi, nell’articolarsi delle attività previste, tende verso un orizzonte comune e condiviso, quello della comunità. Tra le tante realtà coinvolte c’è l’associazione di promozione sociale Kala Onlus, di cui Rosita Marchese è presidentessa.

Foto di Chiara Caponnetto

Kala Onlus nasce nel 2010 a Ballarò e principalmente gestisce il Giardino di Madre Teresa, una ludoteca multietnica. Kala Onlus, nell’ottica di un lavoro con la comunità locale, si è impegnata nell’offerta di servizi tesi all’accoglienza, sostegno e cura dei minori, della fascia 0-6 anni, facenti parte di famiglie indigenti e famiglie di immigrati in condizioni di fragilità sociale. Grazie alle donazioni e all’operato di assistenti, bambinaie, psicologi, tirocinanti e volontari specializzati, negli anni, Kala Onlus, ha allargato il suo bacino di utenza, intervenendo in altri ambiti socio-psico-educativi, con progetti sul sostegno alla genitorialità, di inclusione sociale, di scambi e confronti culturali.

«Durante questa pandemia – ci racconta Rosita – si sono attivati concretamente per andare incontro ai bisogni di tante famiglie creando un apposito fondo: Il banco del sorriso». Rosita, però, tiene a precisare che in questo contesto le emerge esistono da sempre e la forza principale rimane la capacità di collaborazione tra le persone nel quartiere.

Scritto da Gabriele Giannetto

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