La scuola di Maria De Biase

La scuola di Maria De Biase

Fonte: www.comune-info.net

Proporre un’idea di apprendimento diversa resta un percorso pieno di ostacoli, soprattutto quando si nutre di educazione ambientale, economia solidale, mutualismo, apertura della scuola al territorio. Maria De Biase, preside nel Cilento lo sa bene. Gli ultimi attacchi politici subiti vogliono mettere sotto terra le idee di didattica e di società che germogliano nella sua scuola. Ma la solidarietà manifestata in questi giorni alla preside – ad esempio attraverso l’appello qui rilanciato – rischia di disseminare quelle idee ovunque… Di certo, come raccontava Maria su Comune già sei anni fa (leggi La scuola della terra), chi nasce da una famiglia di contadini nella Terra dei fuochi è abituato a lottare.

Maria De Biase

APPELLO A TUTTE LE FORZE DEMOCRATICHE E DI INNOVAZIONE SOCIALE DI QUESTO PAESE A DIFENDERE UN FUTURO SOSTENIBILE

10-100-1000 Maria De Biase per salvare il futuro: l’attacco alla didattica della preside De Biase è un attacco al lavoro di centinaia di persone che dentro e fuori il Cilento costruiscono un futuro diverso per sè e per i propri figli.


Dopo gli attacchi politici sconsiderati del sindaco di Policastro Bussentino contro il lavoro e la vita privata della preside Ecologista, pretendiamo che la politica locale e nazionale si assuma la responsabilità pubblica di puntare verso un mondo ecosostenibile lontano dalle logiche della cementificazione a tutti i costi e la devastazione ambientale [per leggere tutta la cronistoria del caso De Biase leggere qui].

Siamo uomini e donne di questo Paese, siamo custodi di comunità, siamo costruttori di immaginari, siamo lavoratori agricoli, lavoratori della cultura, della comunicazione, siamo formatori e cittadini di un paese come l’Italia ormai tra i più cementificati al mondo in cui cresce più il cemento che la popolazione* (potete scaricare il rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente qui: Link Rapporto Ambiente).

Siamo una “comunità estesa di pratiche”, vediamo nella collaborazione orizzontale un’opportunità di crescita collettiva e personale, nella sostenibilità ambientale l’unica chiave di sviluppo territoriale futura, nello straniero un’occasione di scambio culturale e di crescita sociale e umana.

Siamo le associazioni territoriali, le cooperative sociali, i gruppi informali, i comitati, gli educatori, gli insegnanti appassionati, i cittadini critici, che ogni giorno si impegnano sui propri territori per tessere reti di solidarietà, per reinventare opportunità di lavoro sostenibile, per costruire un mondo più equo, più giusto, in armonia con l’ambiente e con gli altri. Un futuro da lasciare ai propri figli e non da divorare in fretta in furia prima di lasciare questo mondo.

Il nostro lavoro è spesso silenzioso, talvolta poco riconosciuto. Talvolta ostacolato da amministrazioni retrograde e di vecchio stampo, che vedono queste realtà innovative e collaborative come un pericolo per la loro autorità, i loro interessi e le loro politiche arriviste e speculative. Forti del loro potere politico queste istituzioni approfittano di cavilli legali, piccoli errori e distrazioni per gettare fango e cancellare percorsi costruiti con anni di pratiche solidali.

Questo appello è per difendere il percorso didattico di Maria De Biase, ma anche e soprattutto per onorare e difendere i percorsi professionali sui quali tantissimi di noi stanno investendo la propria vita: educazione ambientale, economia sostenibile, innovazione sociale, cooperazione e mutualismo senza mai perdere lo sguardo al futuro, alla tecnologia e alla globalità.

Attaccare il metodo De Biase significa attaccare tutto quello che in questi anni abbiamo costruito nel Cilento con reti di associazioni che hanno dato vita a percorsi lavorativi di innovazione sociale e attenzione al territorio.

È per questo che ci stiamo battendo fortemente, perché Fortunato attaccando Maria De Biase, denigrando e banalizzando i metodi didattici, riducendoli all’uso della “Zappa”, sta sminuendo un mondo di innovazione che ormai abbiamo il diritto di far valere.

Siamo vicini e solidali con Maria De Biase e al modello di scuola che speriamo possa essere sostenuto e replicato anche da altri. Perché l’eco merenda, gli orti condivisi, i percorsi laboratoriali di legalità e sostenibilità, fanno parte della cultura del riscatto del nostro territorio. Non sono solo proclami o eventi spot da mettere in vetrina. Sono la formazione della coscienza delle nuove generazioni.

Non permetteremo alle lobby del cemento di entrare nei nostri territori e venderci la solita proposta di turismo parassitario fatto di eventi estivi e povertà invernale. Non permetteremo che il nostro territorio sia mira di un’economia predatoria e turismo di assalto. Non permetteremo ancora una volta che il territorio sia solo un terreno da cementificare con palazzi, parcheggi e alberghi che daranno lavoro solo a pochissime persone.

Noi vogliamo un’economia circolare e reticolare, che dia occupazione reale e sostenibile per gli anni a venire. Cinque, sei anni di speculazioni arricchiranno sempre le solite tasche.

Pretendiamo inoltre, che in ogni parte di Italia ed Europa esista una scuola pubblica, di qualità e libera dalle pressioni politiche dei politici locali, che mirano solo al consenso personale e non collaborano con le istituzioni scolastiche.

Vogliamo progettare per noi e per le nuove generazioni un futuro fatto di attenzione, cura e cultura del mondo che li circonda.

Un auspicio che ormai è sottoscritto e proposto dal ministero dell’Istruzione che punta fermamente sull’educazione alimentare e sanitaria.

Non permetteremo che i nostri figli siano la replica dei nostri errori, ma desideriamo ardentemente che loro siano molto meglio di noi, che non percorrano le strade dell’arroganza e della superficialità.

Il mondo è a un punto di svolta e vogliamo essere a fianco dei più piccoli per la loro battaglia per un mondo diverso, pulito e sostenibile.

Noi siamo tutti Maria De Biase, vogliamo essere il cambiamento di questo paese, vogliamo restituire quel futuro e quel mondo che abbiamo in prestito dai nostri figli. Chiediamo a tutti di sottoscrivere queste parole e che prendano posizione pubblica sull’accaduto, diventiamo massa critica prima che degli attacchi alle singole realtà deflagrino le nostre esperienze virtuose.


FIRMA QUI L’APPELLO “A TUTTE LE FORZE DEMOCRATICHE E DI INNOVAZIONE SOCIALE 10-100-1000 MARIA DE BIASE


Scritto da R. C.

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