Va in scena Invitro, prima stagione di teatro on demand

Va in scena Invitro, prima stagione di teatro on demand

Fonte: www.vita.it

Sette teatri cooperativi lombardi lanciano sette spettacoli teatrali fruibili online. Un esperimento cooperativo per riprendere a lavorare dopo 12 mesi di teatri chiusi, mantenere il legame con il proprio pubblico e ripensare con creatività e coraggio il futuro del teatro.

invitro, giulia gibilaro
Foto di Giulia Gibilaro

L’hanno battezzata “Invitro” ed è la prima stagione teatrale on demand. Sette spettacoli, messi in scena appositamente da sette teatri cooperativi lombardi, disponibile on line e fruibile attraverso computer, smartphone e tablet. Si tratta di un esperimento cooperativo al quale hanno aderito Teatro dell’Elfo, Teatro del Buratto, MTM Manifatture Teatrali Milanesi, Teatro Menotti, Teatro della Cooperativa, tutti a Milano, il Teatro Magro di Mantova e Industria Scenica di Vimodrone. Si potrà acquistare il biglietto/accesso per il singolo spettacolo teatrale (8 euro) oppure l’intero abbonamento on line per la durata della stagione (30 euro), che durerà fino al 30 settembre 2021.

Il Teatro dell’Elfo metterà in scena “Mary, una sarta per Shakespeare”, le Manifatture Teatrali Milanesi “Cyrano sulla Luna”, il Teatro Magro “SN|1604 – Corpo Celeste” (qui il cartellone della stagione). Ogni teatro è stato lasciato libero di portare in scena uno spettacolo a sua scelta, senza un coordinamento artistico iniziale. Ma in realtà i sette spettacoli hanno dei temi trasversali, che offrono un percorso non solo artistico, ma anche culturale e sociale attraverso il bullismo, i diritti delle donne, la musica… Sono 16 gli artisti in scena in questo esperimento di teatro on demand, ma ben 138 le persone che hanno collaborato a Invitro. La durata complessiva dei sette spettacoli è di 420 minuti e 85 sono i tamponi che sono stati fatti per garantire i lavori in sicurezza. «Siamo orgogliosi di aver costruito un ‘progetto speciale’ con i teatri cooperativi: un’occasione per mantenere saldi, pur in un momento tanto difficile, i rapporti con il proprio pubblico, guardando anche oltre i soliti confini e avvicinando nuovi possibili spettatori», dice Luca Conte, presidente di Coopservizi.

I teatri cooperativi lombardi (e non solo) vivono da tempo una situazione economicamente instabile a causa di diversi fattori, che l’emergenza sanitaria ha gravemente accentuato. Invitro vuole essere uno strumento utile per affrontare il presente per provare a ripensare il futuro. «Invitro è un prodotto della cultura collaborativa – dalla creatività alla produzione fino alla prima platea di spettatori – con cui sperimentiamo una nuova dimensione del teatro, un nuovo modo di essere utili ai lavoratori dello spettacolo e una proposta culturale alternativa per le nostre comunità», dice Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia.

Perché abbonarsi a Invitro? Lo dicono gli attori stessi. «Penso che a casa ci siano tante persone che hanno voglia di ritornare a teatro e questo è un compromesso per farlo, un bellissimo modo, perché è stata fatta rete da sette teatri, che hanno creduto in questa cosa e hanno portato il loro lavoro, si sono adattati, si sono riscoperti, stanno provando nuove strade…», dice Marta Mungo (Janis). «È un modo per vedere il teatro anche per chi magari non è abituato normalmente a frequentare le sale teatrali… ed è un modo per noi lavoratori dello spettacolo per continuare a fare il nostro lavoro e tenerci in contatto con il nostro pubblico», dice Marta Marangoni (Lia). «Per me e i tecnici che hanno lavorato alla messa in scena di Mary è un’occasione per rimettersi in gioco, riprendere a lavorare, tornare ad allenarsi. Per il pubblico è ricordarsi che il teatro esiste. Io amo il teatro dal vivo, ma è importante che si possa vedere anche su queste piattaforme, dove si vedono anche dei dettagli che magari dal vivo non si vedono», sottolinea Elena Russo Arman (Mary). In sintesi… «perché è importante sostenere il teatro sempre, ma soprattutto in questo momento. Perché è un progetto che è molto sfidante e tutti gli spettacoli sono molto belli. Per mantenere viva la voglia di tornare a teatro», dicono Ermanno Nardi e Marzia Gallo (WEBulli).

Alla piattaforma Invitro è abbinata una campagna di raccolta fondi a favore dei lavoratori dello spettacolo: il 5% degli incassi (vendita di spettacoli e abbonamenti, sponsorizzazioni) andrà a questo scopo. Visti i temi trattati dai vari spettacoli, di cui alcuni ideati e prodotti proprio per un pubblico di giovani, Invitro propone convenzioni alle scuole secondarie, università, associazioni/enti e fondazioni culturali. Per tutte le informazioni riguardanti il progetto Invitro – www.invitro.coop – [email protected]

Scritto da Sara De Carli

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