Il turismo relazionale per fare partire il cuore della Sicilia

Il turismo relazionale per fare partire il cuore della Sicilia

Per decenni il turismo siciliano è stato rappresentato dalle due perle di Taormina e Cefalù; il turista, soprattutto straniero, che trascorreva la vacanza in quei luoghi, era convinto che quella fosse la vera Sicilia.

C’è invece un territorio, per molti versi ancora poco conosciuto, che comincia a disvelarsi al turista colto, curioso, amante delle tradizioni e della storia. Un’isola nell’isola, racchiusa tra le province di Caltanissetta ed Enna che rappresenta il cuore di un turismo alternativo a quello balneare, dove la natura, la storia, la gastronomia e l’accoglienza sono i valori tutti da scoprire.

Se il popolo dei Morgeti, proveniente dalla Grecia fondò nel X secolo a.c. la città di Morgantina e, il suo imponente teatro nei pressi di Aidone in provincia di Enna, dando inizio alle celebrazioni della dea Demetra e della figlia Persefone, un motivo doveva pure averlo. Se un ricco proconsole romano nel 300 d.c. si è fatto costruire una sontuosa villa ricca di pregiati mosaici a Piazza Armerina, in una delle aree più suggestive e ricche e di vegetazione del centro Sicilia, avrà avuto le sue ragioni. J.W. Goethe, nell’aprile del 1787, lasciando l’itinerario del gran tour che doveva portarlo a Siracusa preferì inoltrarsi all’interno dell’Isola, e giunto a Caltanissetta rimase incantato dal paesaggio, dalla natura e dall’accoglienza.

Allora si pone il problema di come realizzare una catena del valore per trasformare questa ricchezza che il territorio ci offre in opportunità di sviluppo turistico di crescita economica e di lavoro.

Ci stanno lavorando un gruppo di giovani professionisti esperti e operatori del settore turistico: Irene Bonanno, Alice Bifarella, Fabio Lega, Pasquale Tornatore e Fabio Mastrosimone. Dopo un periodo di preparazione e di raccolta dati hanno organizzato un incontro giovedì 25 giugno 2020, all’interno della suggestiva azienda vitivinicola Lombardo, con tutti i soggetti che rappresentano la filiera del turismo relazionale: B&B, agriturismi, hotel di charme, case vacanze, fattorie didattiche, artigiani, produttori di eccellenze alimentari, enogastronomiche, con guide turistiche, escursionisti, esperti di percorsi naturalistici, di passeggiate a cavallo, e di percorsi in piste ciclabili rurali.

I turisti, soprattutto stranieri che arrivano in Sicilia, secondo l’ultima rilevazione (Confindustria srm), crescono di anno in anno (+ 22% nel 2019) con un aumento dei giorni di permanenza.

La stessa tendenza si registra nelle aree interne della Sicilia che attira un turismo più familiare, individuale, colto, interessato all’archeologia, alla storia, alla natura, al silenzio, ai percorsi naturalistici, ai profumi di erbe selvatiche, all’enogastronomia, alle tradizioni popolari, ai miti, ai colori, e ai saperi.

C’è una domanda sottesa da questa tipologia di turista: una domanda che appartiene alla sfera emotiva, su come portare un ricordo unico su quello che si è visto, sentito, conosciuto, degustato, un turismo definito “polisensoriale” che diventa valore se coniugato con l’affabilità delle persone che si sono incontrate.

E’ successo più volte che un turista che arriva da noi cerchi nuove esperienze e nuove opportunità di conoscenze, comprare oggetti di artigianato locale, visitare botteghe artigianali, cantine vinicole e olearie, degustare i prodotti di eccellenze gastronomiche, la ricotta, i formaggi, il pane impastato con i grani antichi, la caponata e il famoso torrone di Caltanissetta.

Poi c’è il turismo cosiddetto di “ritorno” richiesto dai figli e nipoti e pronipoti dei nostri emigrati all’estero che tornano nella terra dei loro avi a scoprire, cercare le testimonianze delle loro radici familiari e culturali. Andare a vedere le piazze e i vicoli dove i nonni abitavano, giocavano, inebriarsi dei profumi e sapori della loro terra di origine, dei luoghi narrati dai lori nonni, è una richiesta che può trasformarsi in un prodotto turistico da offrire a questo particolare target.

Un segmento di domanda turistica relazionale arriva anche da paesi del nord Europa, anziani da soli o a coppie vogliono venire a svernare nelle nostre zone, nei nostri borghi e piccoli paesi dove i rapporti umani e la qualità della vita assicurano loro un certo benessere. Un turismo della terza età, già consolidato in molte aree della Spagna del sud dove le condizioni climatiche assicurano il bel tempo quasi tutto l’anno. Se consideriamo quanti paesi delle nostre zone, si sono svuotati e quanti alloggi potremmo mettere a disposizione di questi turisti che, se assistiti da opportuni servizi di ordine pratico e giornaliero possono rappresentare una grande opportunità di lavoro.

Si tratta di mettere in piedi un progetto di marketing territoriale e relazionale, con professionalità e con operatori che solo rispettando tutta la filiera, i ruoli e le competenze di ciascuno, possono dare valore all’iniziativa e raggiungere risultati tangibili e misurabili.

La rete di operatori devono proporre una serie di pacchetti turistici ognuno secondo le proprie esperienze e competenze da offrire ai turisti che arriveranno nelle nostre aree. L’intermediazione passa attraverso le strutture ricettive che offriranno ai loro ospiti le proposte che vengono dal territorio in forma cartacea o con le nuove tecnologie informatiche.

La qualità dei servizi turistici è una componente essenziale per la sopravvivenza del progetto. Se un turista fissa con un operatore un appuntamento per visitare un sito o percorso naturalistico e l’operatore non arriva o arriva in ritardo risulta evidente che viene meno il rapporto di fiducia tra il proponente e chi usufruisce il servizio, e mette in discussione la qualità organizzativa della rete. Nel marketing si chiama “customer satisfaction”, significa massima attenzione al cliente che se soddisfatto si trasforma in testimonial entusiasta della sua vacanza siciliana.

Appare opportuno, al fine di valutare la rispondenza tra il livello di qualità percepito e quello atteso, raccogliere, attraverso un questionario da somministrare ai turisti al momento in cui lasciano la struttura ricettiva, i giudizi sulla vacanza nelle nostre aree.

Trasformare il vincolo, determinato dall’arretratezza, da una viabilità precaria e da servizi pubblici poco efficienti, in opportunità per scoprire paesaggi, luoghi e culture che s’innestano nella geografia della bellezza, è la scommessa che stanno portando avanti questi professionisti e operatori del turismo relazionale.

Scritto da Armando Lunetta

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