Iniziativa dei Cittadini Europei per vietare pubblicità dell’industria dei combustibili fossili nella Ue

Iniziativa dei Cittadini Europei per vietare pubblicità dell’industria dei combustibili fossili nella Ue

Fonte: www.terranuova.it

Più di ottanta attivisti e attiviste di Greenpeace – provenienti da 12 Paesi europei – hanno bloccato l’altro giorno l’ingresso alla raffineria di Shell nel porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi. La protesta pacifica ha annunciato il lancio della petizione per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) con cui oltre 20 organizzazioni chiedono una nuova legge che vieti le pubblicità e le sponsorizzazioni dell’industria dei combustibili fossili in Europa.

greenpeace

L’azione è stata un modo «per mettere le grandi aziende inquinanti – responsabili delle emissioni di gas serra che stanno devastando il clima – faccia a faccia con la propria propaganda: gli attivisti hanno portato le pubblicità che i grandi inquinatori usano per ripulire la propria immagine, ingannare i cittadini e ritardare le azioni necessarie a salvare il clima. Le immagini di questi annunci pubblicitari non assomigliano per niente alla realtà che ci circonda!» hanno detto da Greenpeace.

Se l’Iniziativa dei Cittadini Europei raggiungerà un milione di firme entro un anno, la Commissione europea sarà tenuta legalmente a rispondere e a considerare l’attuazione delle richieste.

Tante parole e pochi fatti

Significativa è l’indagine del gruppo di ricerca DeSmog – commissionata da Greenpeace Paesi Bassi – “Tante parole e pochi fatti. La verità dietro le pubblicità dei combustibili fossili, che ha rivelato come «circa due terzi di un campione di pubblicità delle sei principali aziende europee dei combustibili fossili siano greenwashing, messaggi fuorvianti per i consumatori che non riflettono la vera attività delle società, ma promuovono al contrario false soluzioni»

«I ricercatori di DeSmog hanno esaminato più di 3000 annunci sponsorizzati su Twitter, Facebook, Instagram e YouTube dei sei principali colossi del gas e del petrolio in Europa: Eni,  Shell, Total Energies, Preem, Repsol e Fortum. Negli annunci, l’uso di gas, petrolio e carbone viene messo volontariamente in secondo piano, per sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità ed esibire un falso lato green – spiega Greenpeace – In pratica, le aziende dei combustibili fossili ci inondano di pubblicità fuorvianti per convincerci che stanno guidando la rivoluzione energetica mentre in realtà continuano a promuovere modelli di business dannosi per il clima e per la sicurezza delle persone».

Le pubblicità finte “green” di ENI

Il rapporto Tante parole e pochi fatti” mostra come appena l’8% degli annunci analizzati di Eni promuove i combustibili fossili, sebbene questi costituiscano circa l’80% del suo portfolio.

«Il 55% degli annunci di Eni riguardano prodotti “green” e false soluzioni per il clima – prosegue l’associazione – se si credesse a questa narrazione, Eni ne uscirebbe come azienda virtuosa, verde e sostenibile, e non come l’azienda dei combustibili fossili che realmente è. Il 16% delle pubblicità di Eni valutate nel report ha promosso come verdi e sostenibili soluzioni che di green non hanno proprio nulla, come la bioenergia, il gas fossile e il CCS (la tecnologia per la cattura e lo stoccaggio della CO2)». 

Basta bugie!

«L’Unione Europea ha vietato già da molti anni le pubblicità e le sponsorizzazioni dell’industria del tabacco, riconoscendo che costituiscono una minaccia per la salute – scrive ancora Greenpeace – A meno di un mese dalla COP26, il vertice sul clima delle Nazioni Unitechiediamo una legge simile contro le pubblicità delle aziende dei combustibili fossili, che con le loro attività rilasciano enormi quantità di gas serra e contribuiscono all’inquinamento atmosferico, con gravi ripercussioni per la nostra salute e per quella del pianeta! Vietare le loro pubblicità è un passo importante per ridurre il loro enorme potere di influenza sul mercato e sul mondo dell’informazione. Il greenwashing è una forma di pericolosa propaganda che permette a queste aziende di continuare con il loro business inquinante: è giunto il momento di metterle con le spalle al muro e vietare le loro pubblicità e sponsorizzazioni!».

Le organizzazioni che sostengono l’Iniziativa dei Cittadini Europei, oltre a Greenpeace, sono: ActionAid, Adfree Cities, Air Clim, Avaaz, Badvertising, BoMiasto.pl, Ecologistas en Acción, ClientEarth, Europe Beyond Coal, FOCSIV , Food and Water Action Europe, Friends of the Earth Europe, Fundación Renovables, Gastivists, Global Witness, Greenpeace, New Weather Institute Sweden, Plataforma por un Nuevo Modelo Energético, Résistance à l’Agression Publicitaire,  Reclame, Fossielvrij, ReCommon, Stop Funding Heat, Social Tipping Point Coalitie, Zero (Associação Sistema Terrestre Sustentável)

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