“Curtiglio” non solo bar-caffetteria ma il luogo dove si pratica l’economia solidale e l’inclusione sociale

“Curtiglio” non solo bar-caffetteria ma il luogo dove si pratica l’economia solidale e l’inclusione sociale

Sta nascendo al sud, una nuova generazione di donne piccole imprenditrici, animate di tanto coraggio e voglia di fare, diventate ormai protagoniste dell’innovazione sociale, dell’economia solidale e di nuovi modelli culturali dove il profitto non è il solo obiettivo finale. Sono le donne del cambiamento che sognano di mettersi in gioco per contribuire, con la loro attività, a realizzare una società più sostenibile, resiliente e positiva.

Una di queste vive a Caltanissetta, si chiama Cinzia Milazzo, 41 anni sposata con due figli, che nel luglio del 2015, in pieno centro storico tra antichi e prestigiosi palazzi di fine Ottocento, attualmente isola pedonale, ha deciso di aprire “Curtiglio” un elegante bar-caffetteria-panineria, in un luogo che una volta era il tradizionale “struscio” dei nisseni, ma in questi ultimi anni è stato abbandonato dalle catene commerciali e dai consumatori per l’errata e infondata convinzione che la chiusura al traffico veicolare porta inevitabilmente alla crisi degli acquisti.

“Ho scelto il centro storico -racconta Cinzia Milazzo- perché reputo che il “centro” sia il cuore e l’anima di ogni cosa. Il centro è la storia, l’entità, il luogo di appartenenza di ogni civiltà. Il punto di partenza di ogni storia. Credo che vada coccolato, rispettato e amato. Dovrebbe essere il gioiello più prezioso da custodire.”

Con grande coraggio e determinazione, Cinzia ha voluto dare un segnale in controtendenza, un rischio commerciale che viene ampiamente compensato dalla voglia di rinascita culturale e sociale di una città alla ricerca della propria identità. Perché “Curtiglio” non è solo un bar dove consumare velocemente un caffè o un panino ma la riproposizione del vecchio cortile, simbolo di un microcosmo dove ci si sente accolti, in questo caso, dal sorriso accattivante di Cinzia e protetti dalle diverse anime della comunità che si raccoglie attorno a “Curtiglio” formata da famiglie, professionisti, turisti e tanti ragazzi di varie etnie.

La cifra innovativa del locale è rappresentata dalla sua versatilità a trasformarsi in luogo di eventi, confronto, scambi culturali, presentazione di libri, incontri musicali, organizzati dalle tante associazioni culturali che animano la città, avendo come quinta lo scenario magico della bellezza architettonica dei palazzi del centro storico.

“Abbiamo organizzato diverse presentazioni di libri, concerti, esposizioni di vari artisti, mostre fotografiche, cibo con cene etniche, cerchiamo di dare spazio a tutti per esprimere la propria arte, sotto qualunque forma”.

“Curtiglio” -continua Cinzia- è un luogo dove dare un momento di tranquillità, serenità e gioia a chiunque si fermi da noi. Buon cibo, attenzione alla qualità, cerchiamo di utilizzare solo prodotti nisseni, o comunque siciliani, ma siamo aperti a ogni nuovo “esperimento” che sia umano, sociale, culinario. Siamo curiosi verso tutto e tutti e cerchiamo di trarre esperienza da tutto ciò che ci circonda. Ovviamente nel corso di questi cinque anni ho avuto vari momenti di sconforto ma è sempre prevalso il mio animo combattivo. Anche il Covid, in questo periodo, ha giocato la sua parte ma credo sempre, essendo un’inguaribile ottimista, che dopo ogni “tragedia”, ci sia sempre qualcosa cui aggrapparsi per rimescolare le carte e trovare nuove opportunità.”

La forzata chiusura delle attività a seguito della pandemia ha messo in crisi il mondo del commercio, ha gettato nello sconforto molti esercenti, ma Cinzia animata da un’indomabile forza si è rimboccata le maniche e ha ripreso con più energia la sua attività. Per niente la sua pagina Facebook si apre con un aforisma dell’imprenditore americano Reid Hoffman:un imprenditore è qualcuno che si lancia da un dirupo e costruisce un aereo mentre cade.”

“Per carattere non sono una persona abituata a chiedere o ad aspettarsi qualcosa da qualcuno, devo però ringraziare un gruppo di amici che, apprezzando il mio modo di lavorare, ha organizzato una raccolta fondi a sostegno dei vari bar di Caltanissetta. Questa è stata sicuramente un’inaspettata e gradevolissima boccata di ossigeno che non era messo in conto, e che mi fa sentire voluta bene e amata. È un riconoscimento inaspettato per l’amore che metto nel mio lavoro, e se quest’amore viene recepito, tanto da attivare concretamente una forma di sostegno, è il più grande attestato di stima che potessi ricevere.”

“Curtiglio” per reagire alla diffusa sensazione d’insicurezza riparte con piccole azioni di solidarietà come quello del caffè sospeso, un simbolico gesto d’aiuto verso chi ha più bisogno. Ce ne sono tanti caffè sospesi e vengono segnalati da una lavagnetta posta all’ingresso del locale.

Un’usanza antica che inizia nel dopoguerra in uno dei momenti più bui della nostra storia recente, era quella di pagare due tazze di caffè invece di una: una era per sé, e una per chi non poteva permetterselo. Scrive Luciano De Crescenzo, nel libro Il caffè sospeso: “Quando qualcuno è felice a Napoli, paga due caffè uno per sé stesso, ed un altro per qualcun altro. È come offrire un caffè al resto del mondo.”

La cultura del dono, della solidarietà e della relazione va di pari passo con l’attività commerciale, una cultura che Cinzia con la sua paziente e visibile benevolenza trasmette ai suoi clienti, amici, frequentatori del bar e che sicuramente produce un cambiamento verso una società più inclusiva e più umana.

“Gli obiettivi futuri -conclude Cinzia- sono ancora bloccati dalle varie restrizioni ancora in corso, ma ho intenzione, appena sarà possibile, di dare spazio a chiunque voglia usufruire di “Curtiglio” come meglio riterrà opportuno. Mi piace definire “Curtiglio” come un porto aperto, dove sbarca di tutto e da questo “tutto”, poter raccogliere sempre esperienze nuove e stimolanti.”

Scritto da Armando Lunetta

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