Cambiare vita e lavoro, un viaggio responsabile e coraggioso verso la felicità

Cambiare vita e lavoro, un viaggio responsabile e coraggioso verso la felicità

Fonte: www.italiachecambia.org

Quali sono i motivi per cui molte persone decidono di cambiare vita e lavoro? Come intraprendere un percorso di transizione e qual è il primo passo da compiere? Sono queste alcune delle domande che abbiamo rivolto a Monica Lasaponara, l’unica Escape Coach® italiana e tutor del corso “Escape! Cambio lavoro, vivo felice”, proposto all’interno del portale di formazione online EcoSapere.

Cambiare vita e lavoro è un processo di transizione che richiede tempo, impegno e il coraggio di superare le nostre “credenze limitanti” per seguire una forte motivazione. Dire “mollo tutto” non basta: serve consapevolezza e preparazione. Da dove iniziare, allora, per dare senso alla propria vita lavorativa e trovare la strada verso la realizzazione ed il benessere?

Ne abbiamo parlato con Monica Lasaponara che, come ci ha già raccontato in una precedente intervista, sei anni fa ha lasciato un posto da dirigente in azienda (si occupava di Marketing) per trovare un lavoro “nelle sue corde”. Oggi Monica è l’unica Escape Coach® italiana e tutor del corso “Escape! Cambio lavoro, vivo felice” – proposto dal portale della formazione online EcoSapere ideato da Lucia Cuffaro – e rivolto a chi vuole cambiare la propria vita lavorativa ma non sa da dove iniziare o cos’altro fare.

Come hai cambiato vita e sei diventata Escape Coach®?

Il mio lavoro è nato da quella che potremmo definire una ricerca di senso. Avevo tutto quello che si poteva desiderare ma al tempo stesso non mi sentivo a mio agio nel ruolo di dipendente, ma soprattutto nell’occuparmi di cose che per me non avevano valore. Proprio dal valore è dunque iniziato il mio percorso di ricerca. Ho così cominciato a cercare storie di cambiamento cui ispirarmi e sono entrata in contatto con Escape the city Londra, una community che non prevedeva però dei servizi di coaching. In altre parole, non c’era nessuno che potesse rispondere alla domanda: “cosa posso fare ora?”.

Da qui è iniziato il mio nuovo lavoro, dalla consapevolezza che non esisteva qualcuno che potesse darmi ciò di cui avevo bisogno. Non esistendo una figura del genere l’ho creata. In pratica ho iniziato ad organizzare io stessa degli eventi che avevano come protagoniste le persone che avevano cambiato vita per capire quali fossero gli elementi in comune a tutte queste esperienze di cambiamento, che ho scoperto essere il valore e la ricerca di senso.

Da quel momento molte persone hanno iniziato a chiedermi dei consigli ed io ho cominciato a indirizzarli, sulla base del percorso di transizione che io stessa stavo seguendo. Il mio lavoro è nato quindi in maniera non lineare, come spesso avviene nel caso della nascita di molti progetti “alternativi”.

In cosa consiste concretamente il tuo lavoro?

Il mio lavoro oggi consiste nell’aiutare le persone a mettere in campo un progetto, a partire da un desiderio o esigenza di cambiamento. Accompagno donne e uomini in un lavoro su se stessi che spesso parte dall’individuazione di competenze, passioni o anche di ciò che ci rende frustrati. Da lì, mettendo in campo la mia esperienza nel marketing, cerco di supportare le persone nel concretizzare il loro progetto, pianificando le risorse, il tempo, la comunicazione e partendo da un presupposto fondamentale: prima di intraprendere qualsiasi azione bisogna aver chiara la mission, la motivazione che la anima.

Da anni conduci workshop e offri consulenze alle persone che vogliono cambiare alcuni aspetti della loro vita. Perché hai deciso di proporre anche un corso online?

Il corso nasce dal desiderio di andare incontro alle esigenze economiche e di tempo con cui molte persone si trovano a fare i conti. Per questo ho deciso di presentare il mio metodo ed una serie di esercizi che ho sperimentato negli anni in un corso online fruibile in qualsiasi momento. In altre parole volevo dare alle persone la possibilità di svolgere autonomamente una parte del lavoro per arrivare solo dopo e preparati ad un eventuale percorso di consulenza. Il corso permette anche di capire se si è pronti o meno a “cambiare vita”. In ogni caso è un successo perché aiuta a fare chiarezza dentro di noi.

Cambiare vita è qualcosa di accessibile a tutti o solo una minoranza di persone può permetterselo?

Tutti possono cambiare, a patto che si comprenda che la transizione non è un passaggio facile e immediato ma un processo spesso lungo, da pianificare con cautela e attenzione anche in base alle proprie esigenze e risorse economiche. Il percorso di transizione non è mai repentino e in questo bisogna essere molto onesti con se stessi e con gli altri. Io non ho mai incoraggiato nessuno a “mollare tutto” da un giorno all’altro. Bisogna prendere atto delle condizioni reali e al tempo stesso delle convinzioni e paure che ognuno di noi ha e che possono essere superate.

Qual è il primo passo per intraprendere un processo di transizione?

Tutto parte dalla nostra mission, dalla motivazione. Quando la mission è forte si è portati a mettere tutto l’impegno necessario che occorre per cambiare.

Come si trova la propria “mission”?

Guardandosi dentro, con grande onestà e allontanando tutte le credenze che ci limitano. Bisogna cercare di capire effettivamente cosa si prova e si desidera profondamente. Dobbiamo prendere coscienza che ognuno di noi è in evoluzione e questo fa sì che crescendo possa cambiare anche quello che vogliamo fare nella vita. Questo non è né giusto né sbagliato, ma semplicemente un dato di fatto.

Quali sono le motivazioni principali che portano le persone a voler cambiare vita e lavoro?

Il desiderio di avere più tempo a disposizione e condurre uno stile di vita più sano e “umano”, che non comporti ad esempio il trascorrere molte ore nel traffico. C’è poi un grande desiderio di fare un lavoro che abbia un impatto positivo sul mondo.

Pensi che questo momento di crisi che stiamo attraversando possa determinare un cambiamento nel mondo del lavoro?

Questo momento, pur nella sua drammaticità, ha dato a molti l’opportunità di capire che è possibile lavorare in altre modalità, per esempio anche distanti dalle grandi città con smog e inquinamento. Lo smartworking può in questo senso consentire uno stile di vita più sano. Serve un cambio di mentalità perché nel nostro Paese molti non considerano il telelavoro un “vero” lavoro. Molte persone in questo periodo di quarantena si sono rese conto di stare meglio a casa piuttosto che in ufficio a svolgere un lavoro che non piace. Questo fa riflettere…

Cos’è per te la felicità e oggi ti consideri felice?

Per me la felicità è sempre stata sinonimo di libertà. Oggi sono molto più felice di quanto non fossi in passato perché quello che ho sacrificato in termini di sicurezza economica viene compensato dal tempo e dalla libertà che ho guadagnato.

Com’è nato l’incontro con Lucia Cuffaro, ideatrice del portale EcoSapere?

Ci siamo conosciute qualche anno fa ad un incontro organizzato da Italia che Cambia e abbiamo subito scoperto molte affinità. Anche io personalmente avevo intrapreso un percorso di decrescita e downshifting. Tempo dopo confrontandoci sul corso che avevo pensato di proporre abbiamo deciso in modo assolutamente naturale di farlo confluire all’interno del percorso formativo proposto da EcoSapere. Che si tratti di autosufficienza e autoproduzione o di cambiare lavoro l’obiettivo è lo stesso: stimolare le persone a porsi domande e a divenire più consapevoli della propria vita.

Scritto da Alessandra Profilio

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