A Inzago, suggestivo territorio della Martesana appartenente all’area metropolitana di Milano il cambiamento è donna

A Inzago, suggestivo territorio della Martesana appartenente all’area metropolitana di Milano il cambiamento è donna
inzago

A Inzago, 11mila abitanti è nato un movimento, quasi tutto al femminile, che si pone come obiettivo l’apertura della città al cambiamento, all’accoglienza, alla protesta contro la politica dissennata della giunta leghista che vuole imporre il proprio piano di governo del territorio.

Per questo si chiama “Inzago Città aperta”.

A promuoverlo sono anche un gruppo di donne, socialmente impegnate, che hanno deciso di scendere in campo per coinvolgere tutti i cittadini alla partecipazione attiva, a fare rete, a lavorare insieme per un progetto di cambiamento poiché non abbiamo davanti un’epoca di cambiamento ma un cambiamento di epoca. Afferma il prof. Daniele Marini dell’Università di Padova: “che qualcosa di profondo e sconosciuto sta accadendo e ci accompagnerà per diverso tempo.” E le donne per la loro sensibilità e acume sono le prime a percepire questa trasformazione e vogliono governarla, esserne attive protagoniste. Il gruppo di lavoro di ”Inzago Città aperta“ dove ognuno si occupa di uno specifico tavolo di lavoro è formato da: Caterina Renzi per il Sociale, Caterina Fadda per la Cultura, Maria Luisa Motta per il Lavoro, Antonella Grieco per la Comunicazione ed Enrica  Cremonesi per l’Ambiente. Per conoscere meglio il lavoro che hanno avviato, abbiamo posto delle domande alle protagoniste del movimento.

Inzago Città aperta: come Roma città aperta? Ma Roma per accordo tra i belligeranti non fu danneggiata, ma chi, invece, vuole danneggiare Inzago? Oppure è una domanda di partecipazione della collettività?

È sicuramente bella e suggestiva la relazione con “Roma Città Aperta” ma, più modestamente, il nome del nostro percorso nasce da un confronto comune e si prefigge l’obiettivo di riportare Inzago ad essere un paese centrato sull’idea di apertura, di accoglienza. 

Apertura e accoglienza declinata sugli inzaghesi ma anche a quanto ruota intorno al nostro paese. Non crediamo in un’idea di autosufficienza di Inzago, ancor più oggi dove emerge la necessità di far rete tra esperienze, amministrazioni, saperi, ecc.

Non sappiamo ancora se sarà il nome di una lista elettorale, a noi piace però pensarlo.

Cosa siete un movimento, un partito, un gruppo di protesta, la vostra comunità come vi percepisce?

Al momento Inzago Città aperta è un gruppo estremamente eterogeneo per età, estrazione sociale, esperienza e competenze che, come già detto, nasce dalla volontà di provare a cambiare Inzago. Stiamo lavorando per far sì che ci si possa ulteriormente definire in previsione delle prossime amministrative.

Purtroppo la fase storica rende complesso il contatto diretto con la comunità. Ad oggi, il riscontro che stiamo avendo sui vari canali social (e negli incontri informali legati più a un livello di conoscenza diretta) sono positivi.

Il cambiamento è ormai un ineludibile progetto di vita, se vogliamo superare questo difficile momento storico. Qual è il vostro progetto politico?

Il nostro progetto politico è scritto nel nostro manifesto di intenti pubblicato anche sulla nostra pagina Facebook.

Le radici del progetto politico sono la Costituzione Italiana, l’ecologia come valore di cambiamento oltre che di difesa del territorio, il rispetto di ogni differenza di genere, di etnia e di religione che riteniamo una ricchezza per la nostra comunità.

Abbiamo un’idea dell’amministrazione diversa dalla giunta Fumagalli che attualmente governa Inzago. Immaginiamo un futuro per il nostro paese, aperto, accogliente tendente ai valori di inclusione e dignità sociale con al centro le cittadine e i cittadini.

inzago città aperta, webinar

Come intendete connettervi con i bisogni della gente e con quali strumenti?

E’ una domanda complessa e a più livelli. Innanzitutto per “connettersi” ai bisogni della gente è necessario in primo luogo instaurare una relazione che, per il momento nel quale stiamo vivendo, è difficile. Stiamo lavorando sfruttando le potenzialità della rete, abbiamo organizzato e stiamo pianificando Webinar su vari temi (sanità, lavoro, violenza sulle donne) il primo dei quali ha ottenuto un buon risultato in termini di partecipazione. Se non dovesse mutare la situazione pandemica abbiamo in previsione delle iniziative anche in presenza, così da poter cogliere al meglio il sentore della comunità inzaghese. Crediamo che il valore dell’incontro debba guidarci in questo nuovo percorso. Oltre ad essere aperti all’ascolto finora abbiamo incontrato gli stakeholders dell’associazionismo locale e della scuola che ci hanno fornito visioni interessanti. Abbiamo creato alleanze su un tema importante come il rifiuto del Piano di Governo del Territorio presentato dall’attuale amministrazione comunale con associazioni e partiti avversi al progetto e messo in pratica azioni condivise come la presentazione di osservazioni al suddetto Piano.

Insomma, siamo attivi su più fronti.

Intervista raccolta da Armando Lunetta

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